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LO SVILUPPO DELLE ANCHE

 

Le anche del neonato umano, al momento della nascita, non sono ancora "mature" ( E.Kirkilionis). L’acetabolo racchiude solo 2/5 della testa del femore, mentre sono almeno 3/5 nell’adulto. L’acetabolo ancora piatto significa una situazione instabile della testa del femore nell’acetabolo e un potenziale pericolo che la testa del femore fuoriesce dall’acetabolo. La cosiddetta lussazione dell’anca è spesso ereditaria e si verifica quando la parte superiore l’acetabolo è troppo piatta (displasia dell’anca). Il neonato invece non ha un acetabolo diagnosticato troppo piatto, ma solo immaturo e non ancora sviluppato del tutto.

Nella maggior parte dei bambini le anche maturano automaticamente e senza problemi nei primi tre/quattro mesi di vita.
Secondo uno studio del medico ortopedico J.Büschelberger (1961) per l'inserimento ideale della testa del femore nell'acetabolo risulta ideale un' apertura del femore rispetto alla linea media del corpo di 40° (80° tra le due cosce) e contemporaneamente una posizione seduta di ca. 100°.
Questi dati coincidono con i risultati delle ricerche di E.Kirkilionis, rispetto alla posizione divaricata-seduta del bambino sul fianco della madre.

Questa posizione seduta-divaricata viene "spontanea" perché è innata al neonato.
In uno studio specifico sono stati misurati i valori di apertura e seduta delle gambe del bambino seduto sul fianco della madre. I valori misurati sono stati i seguenti: Il bambino ha un'apertura delle gambe di ca. 45° ( cioé 90° tra le due cosce) ! ( Il vincolo di apertura si collocava tra 36° e max. 58°. Queste differenze si notavano rispetto alla posizione sul fianco, se sedeva esattamente lateralmente oppure se veniva portato leggermente spostato in avanti, cosa che portava ad un'apertura maggiore.) Le cosce venivano contratte (sedute) da 90-110°, max. 120°.
Comparando i valori dei due studi si nota la sorprendente(?) congruità e secondo E.Kirkilionis questo è un'altra prova, che l'anatomia delle anche del neonato è predisposta per essere portato!

 

diametro dell'anca di un bambino seduto sul fianco della madre; E.Kirkilionis, 1989, sec. J.Büschelberger- tratto da Ins Leben tragen; Manns, Schrader, VWB, Berlin, 1995, pag. 35

 

 

(In Italia, il protocollo pediatrico dei primi mesi di vita prevede la diagnosi precoce di un'eventuale rischio di diplasia, tramite un'ecografia alle anche per tutti i bambini entro 4 mesi dalla nascita. La terapia , in caso di diagnosi critica o positivi, prevede l'applicazione del pannolino rigido ( che impedisce al bambino di chiudere le gambe) o nei casi gravi il divaricatore, che mantiene le gambe del bambino nella posizione divaricata-seduta ! )

 

Wulf Schiefenhövel , etologo umano (1988) conferma ciò che fa parte di ogni percorso di studi medici, che lo sviluppo delle ossa e delle articolazioni accelera tramite la pressione.

Lui afferma, che il lattante umano, appartenente alla categorie del portato, non solo ha bisogno della stimolazione tattile, mentale, sociale ed emozionale che li conferisce la vicinanza con la madre e con altre persone di riferimento, ma anche del essere portato, per poter sviluppare le sue anche in modo ottimale.

 

Da tempi remoti, seduto e portato sul fianco dell’adulto, si pratica così, inconsapevolmente, profilassi ortopedica !

 

(da: Die menschliche Hüfte, W.Schiefenhövel, In (Hg,) W.M.Schleidt, Der Kreis um Konkrad Lorenz, Verlag Paul Parey, Berlin, Hamburg, 1988 – traduzione pianificata)

 

Ciò trova riscontro e conferma nei studi e nella ricerche di E.Kirkilionis, ma non viene ancora applicato a larga scala nel quotidiano e nelle applicazioni terapeutiche.

 

Bibliografia

Kirkilionis, E.; Ein Baby will getragen sein, Kösel, 2000

Ins Leben Tragen, Manns, Schrader, VWB, Berlin, 1995

 

Tratto dal sito www.http://www.portareipiccoli.it