TEST - Ma quanto sei Ecologico tratto dal Sito di www.altroconsumo.it

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acqua energia trasporti smaltimento rifiuti alimentazione e acquisti risultati
1 Quanti bagni fai in media a settimana?



Puoi risparmiare fino a 70 litri d'acqua ogni volta che decidi di fare la doccia invece del bagno. Con un bagno si consumano circa 100 litri d'acqua (ma anche di più se si usa una vasca a idromassaggio), mentre facendo la doccia se ne consumano circa 30 litri. Se qualcuno della tua famiglia non può fare a meno del bagno (per esempio bimbi piccoli o persone anziane), è bene riempire la vasca solo fino a ¼ del livello massimo.
2 Che tipo di doccia fai di solito?
I consigli della signora Verdiana



Ricordati di chiudere il rubinetto o la doccia quando non stai usando l'acqua. Se non lo fai potresti consumare più acqua di quando ti fai il bagno. Con una normale doccia o usando un normale rubinetto, si usano 10 litri e più di acqua al minuto.
3 Qual è il flusso (litri al minuto) che corrisponde a un normale uso della tua doccia?
I consigli della signora Verdiana




Se stai per comprare una doccia nuova, cerca modelli dotati di sistemi per economizzare acqua (griglie di aerazione, riduttori di flusso o valvole di selezione) o con una modalità "risparmio d'acqua", che consentano di ottenere un flusso inferiore a 7 litri/min. Puoi anche montare speciali dispositivi alla doccia che hai già. Inoltre rubinetti miscelatori o modelli con termostato sono da preferire perché consentono di ridurre lo spreco d'acqua nell'attesa che si raggiunga la temperatura desiderata.
Ecco qualche dato che illustra come si può risparmiare acqua a seconda del modello di doccia.
Fare una doccia di 10 minuti, tenendo il rubinetto aperto tutto il tempo, comporta il consumo di 120 litri d'acqua, con un normale rubinetto con flusso di 12 litri/min. Se cambi la tua doccia con un modello più efficiente (con un flusso medio di 6 litri/min), e chiudendo il rubinetto quando ti insaponi, si riduce il consumo d'acqua a un quarto (solo 30 litri). In un nucleo famigliare di 4 persone, questo risparmio può raggiungere quasi 132.000 litri all'anno.
4 Qual è il flusso (litri al minuto) che corrisponde a un normale uso dei tuoi rubinetti?
I consigli della signora Verdiana




Se stai per comprare un nuovo rubinetto, cercane uno più efficiente: puoi scegliere tra modelli con un maggiore angolo di apertura della leva (per dosare meglio l'acqua), con un apparecchio aeratore, un riduttore di flusso, arresto automatico e perfino rubinetti elettronici. Rubinetti miscelatori o modelli con termostato sono da preferire perché consentono di ridurre lo spreco d'acqua nell'attesa che si raggiunga la temperatura desiderata. In commercio esistono modelli dotati di sistemi per risparmiare acqua (con un flusso per l'apertura media di 3 o 4 litri/min), ma questi dispositivi possono anche essere applicati al rubinetto che hai già.
Combinando questi cambiamenti con altre buone abitudini, cioè riducendo al minimo l'uso di acqua corrente per sciacquare o scongelare i cibi, per lavare i piatti o i panni, chiudendo il rubinetto quando ti insaponi, ti spazzoli i denti e così via, una famiglia di 4 persone risparmia fino a 61.000 litri d'acqua l'anno.
5 In casa tua c'è qualche rubinetto o scarico che perde?
I consigli della signora Verdiana

Controlla che i rubinetti siano ben chiusi dopo ogni uso, stando attento che non sgocciolino. Le piccole perdite non sono sempre facili da individuare se non ci fai attenzione. Un rubinetto o uno sciacquone con una perdita, anche solo di qualche goccia al minuto, possono comportare uno spreco di 50 litri d'acqua al giorno (circa 1500 litri l'anno). Vanno fatti riparare subito.
Se noti perdite per strada, contatta il distributore e sollecita un intervento urgente.
6 Il tuo scarico è dotato di un sistema per ridurre la quantità d''acqua consumata ad ogni uso?
I consigli della signora Verdiana

Se stai per comprare un nuovo scarico, cerca modelli con una capienza ridotta. Puoi trovare in vendita modelli con una capienza di 6 litri o altri che danno la possibilità di regolare il livello dentro la cisterna. Inoltre puoi scegliere modelli con un doppio pulsante (3/6 litri) e modelli con pulsante "stop" che consentono a chi li usa di stabilire quando interrompere il flusso. Puoi anche montare questi sistemi sullo scarico che hai già.
Cominciando a usare lo scarico più piccolo (3 litri invece di 6) e non buttando più cartacce e altri rifiuti nella tazza (circa il 3% degli scarichi) il risparmio potenziale, per una famiglia di 4 persone è di circa 36.000 litri d'acqua l'anno.
7 Quando lavi i piatti a mano di solito...
I consigli della signora Verdiana

In cucina non lavare le stoviglie una a una, ma lavale tutte insieme una o due volte al giorno. Dovresti usare una bacinella invece dell'acqua corrente, o tappare e riempire il lavello, quando lavi i piatti o le verdure. Lavando a mano i piatti con il rubinetto aperto si consuma molta più acqua che con la lavastoviglie (oggi i modelli più efficienti consumano soltanto 15 litri d'acqua a lavaggio).
Se hai un giardino, non dimenticare che puoi riutilizzare acqua di seconda mano per innaffiare le piante. Questo vale non solo per l'acqua usata per lavare a mano piatti o panni, ma anche per quella proveniente da altri usi (pulire il pavimento, l'acqua fredda della doccia, che fai scorrere in attesa che diventi calda e così via).
8 Come innaffi il giardino?
I consigli della signora Verdiana



Avrai bisogno di meno acqua per innaffiare a dovere il tuo giardino se usi innaffiatori ben regolati invece della classica canna. Esempi di consumo d'acqua: se innaffi il tuo giardino per 2 ore due volte a settimana da giugno a settembre (16 settimane), innaffi per un totale di 64 ore. Sapendo che innaffiando un'ora con la canna si consumano all'incirca 500 litri d'acqua, consumi circa 34.000 litri. Innaffiatori e sistemi a sgocciolamento sono la soluzione migliore perché innaffiano in modo più efficiente. Inoltre, innaffia sempre di sera, così meno acqua si disperderà nell'evaporazione. In estate, innaffia il prato a intervalli più lunghi (ai giardini di Kew Gardens raccomandano di non innaffiare più di due volte a settimana, anche nel clima più caldo). E non dimenticare di adattare le specie vegetali al clima della tua regione.

1 Qual è il livello di isolamento della tua casa, e in particolare delle finestre?
I consigli della signora Verdiana



Prevenire è meglio che curare: in una casa adeguatamente isolata il bisogno di climatizzazione e riscaldamento può essere ridotto. Un'adeguata protezione dal caldo e dal freddo permette di risparmiare sia nel periodo estivo sia in inverno. Migliorare l'isolamento negli ultimi anni ha portato a significative riduzioni di consumo energetico: le nuove abitazioni oggi necessitano del 22% di energia in meno per riscaldare gli ambienti rispetto a quelle costruite nel 1985. Qualche esempio:
Un appartamento di 130 m2 costruito con muri con doppio isolamento e finestre con doppi vetri e infissi isolati, necessita di circa 3500 kWh l'anno per il riscaldamento e fino a 1200 kWh l'anno per il condizionamento. Un appartamento delle stesse dimensioni, ma con muri non isolati e finestre con vetro singolo necessita di oltre 5700 kWh l'anno per entrambi gli scopi. Questo si traduce in un aumento di 1,4 tonnellate di emissioni di CO2.
Le finestre sono tra i punti di maggiore dispersione di una casa; l'isolamento migliore si ottiene con doppi vetri super-isolanti (detti "basso emissivi"), ancora più efficaci dei tradizionali doppi vetri.
(Maggiori informazioni su: "Il manuale del risparmio energetico" e AC 170, aprile 2004)
2 Qual è il livello di isolamento della tua casa, e in particolare di muri, tetto e pavimento?
I consigli della signora Verdiana




Prevenire è meglio che curare: in una casa adeguatamente isolata il bisogno di climatizzazione e riscaldamento può essere ridotto. Un'adeguata protezione dal caldo e dal freddo permette di risparmiare sia nel periodo estivo sia in inverno. Migliorare l'isolamento negli ultimi anni ha portato a significative riduzioni di consumo energetico: le nuove abitazioni oggi necessitano del 22% di energia in meno per riscaldare gli ambienti rispetto a quelle costruite nel 1985. Qualche esempio:
Un appartamento di 130 m2 costruito con muri con doppio isolamento e finestre con doppi vetri e infissi isolati, necessita di circa 3500 kWh l'anno per il riscaldamento e fino a 1200 kWh l'anno per il condizionamento. Un appartamento delle stesse dimensioni, ma con muri non isolati e finestre con vetro singolo necessita di oltre 5700 kWh l'anno per entrambi gli scopi. Questo si traduce in un aumento di 1,4 tonnellate di emissioni di CO2.
Le finestre sono tra i punti di maggiore dispersione di una casa; l'isolamento migliore si ottiene con doppi vetri super-isolanti (detti ""basso emissivi""), ancora più efficaci dei tradizionali doppi vetri.
(Maggiori informazioni su: "Il manuale del risparmio energetico" e AC 170, aprile 2004)
3 Che sistema di riscaldamento usi per la tua casa? (Inserisci la situazione più comune per il tuo caso)
I consigli della signora Verdiana




Anche se la tua casa è ben isolata, è quasi impossibile rinunciare al riscaldamento in alcuni periodi. Un appartamento di 130 m2 ha bisogno di circa 3500 kWh l'anno e questo valore può essere fortemente influenzato dal sistema di riscaldamento che hai. Per questo scenario, il consumo energetico dei diversi sistemi può essere tradotto così:
- riscaldamento con caldaia a gas: 5500 kWh/anno (1089 kg di emissioni di CO2 l'anno)
- riscaldamento con caldaia a gasolio: 5850 kWh/anno (1544 kg di emissioni di CO2 l'anno)
- apparecchi elettrici portatili (termoventilatori): 5370 kWh/anno (1611 kg di emissioni di CO2 l'anno)
- apparecchi portatili a gas: 5700 kWh/anno (1128 kg di emissioni di CO2 l'anno)
- condizionatori (con pompa di calore): 1500 kWh/anno (450 kg di emissioni di CO2 l'anno)
E' importante sapere che l'uso di energia elettrica per il riscaldamento è un uso particolarmente inefficiente della risorsa energetica originaria, visto che l'elettricità è prodotta da combustibili e il consumo di ogni unità di energia elettrica richiede il consumo di due o tre unità di altre fonti energetiche. Ecco perché le emissioni di CO2 associate all'elettricità sono molto maggiori di quanto si immagini. Un altro fattore importante è che per le stesse necessità energetiche, il gas naturale produce il 25% in meno di emissioni rispetto al gasolio. Se usi 2.000 litri di gasolio durante l'inverno, sostituendolo con il gas naturale risparmi 0,25 tonnellate equivalenti di emissioni di anidride carbonica.
Per maggiori informazioni vai sul nostro sito alla voce "Costi del riscaldamento". http://www.altroconsumo.it/asp/riscaldamento/index.asp
4 Il tuo caminetto è dotato di un sistema di recupero del calore? (Rispondi sì soltanto se usi il caminetto regolarmente durante l'inverno)
I consigli della signora Verdiana



I caminetti hanno un'efficienza bassa dato che il calore prodotto dalla combustione del legno si disperde non solo dal camino, ma anche dai muri del caminetto. Questo significa che il calore goduto è pari a solo circa il 10% di tutto il calore generato bruciando il legno. Inoltre, 1 kg di legno necessita di circa 45 m3 d'aria in un caminetto aperto, il che vuol dire che bisogna fare particolare attenzione all'aerazione della stanza. Si può migliorare questa situazione installando un sistema di recupero del calore, con cui l'aria riscaldata è diretta all'interno della casa. In questo caso anche la combustione è più completa e comporta minori emissioni di gas (CO2, CO, diossina ecc.) e, ovviamente, minore inquinamento interno dell'aria. Inoltre è anche possibile collegare il sistema di recupero del calore ai tubi che trasportano l'aria calda nelle altre stanze. Nonostante in questo modo si possa migliorare l'efficienza del 30%, questo non è certo il sistema più consigliato per riscaldare la tua casa.
5 Qual è il livello del riscaldamento nella tua casa in inverno?
I consigli della signora Verdiana



Evita di abitare in una casa eccessivamente riscaldata in inverno, perché questo comporta un notevole spreco di energia. Puoi risparmiare fino al 8% dell'energia impiegata per il riscaldamento per ogni grado in meno di temperatura. Per chi usa il gasolio, un risparmio del 8% su 2.000 litri durante l'inverno (valore medio per una casa europea di piccole dimensioni), rappresenta l'equivalente di 100 kg di anidride carbonica. Abbassando la temperatura interna di qualche grado (per esempio da 22 a 19 °C) è possibile ridurre del 30-40% le emissioni prodotte dal riscaldamento. Ricorda che 22°C è una temperatura generalmente confortevole, di più non è necessario.
Per maggiori informazioni vai sul nostro sito alla voce "Costi del riscaldamento".
6 Se la tua casa è dotata di un impianto di condizionamento, qual è la temperatura che scegli di solito?
I consigli della signora Verdiana




Quello che abbiamo spiegato per il riscaldamento vale anche per le esigenze di condizionamento. Infatti, se programmi il tuo condizionatore per funzionare al massimo, cercando di raggiungere una temperatura inferiore ai 20 °C in una calda giornata estiva, il consumo medio all'ora è di circa 1,1 kWh. Al contrario, regolando l'apparecchio a una temperatura interna di almeno 25 °C, una volta che la temperatura è stata raggiunta, il consumo energetico è solo di 0,35 kWh. Considerando un funzionamento medio di 4 ore al giorno, in un mese puoi ottenere un risparmio di 90 kWh.
7 Nei periodi in cui usi il riscaldamento/condizionamento, regoli la temperatura di casa tenendo conto delle ore in cui non ci sei e differenziando tra giorno e notte?
I consigli della signora Verdiana




Durante la notte la casa non ha bisogno di essere riscaldata quanto il giorno. Il tuo corpo ha un sistema di regolazione che gli permette di sopportare temperature più basse quando dormi. Inoltre, puoi anche contare sull'aiuto di una bella coperta calda.
Abbassare la temperatura notturna da 20 a 16 °C, tra le 22 e le 6 può portare a un risparmio energetico del 13% durante l'inverno. Se avrai la stessa accortezza anche per le ore della giornata in cui non sei in casa, il risparmio potrà raggiungere il 24%.
Per case con il riscaldamento centralizzato, è molto importante scegliere tra termostati manuali ed elettronici: questi ultimi permettono di regolare automaticamente la temperatura (per esempio abbassandola di notte e nelle giornate lavorative, alzandola in periodi determinati). Ma non tutte le stanze della casa hanno bisogno di avere la stessa temperatura. Le stanze dove non soggiorni spesso, ad esempio, e la cucina possono essere più fredde e in alcuni casi si può evitare di riscaldarle del tutto. A questo scopo, puoi montare valvole termonstatiche a ogni calorifero per permettere di riscaldare la stanza in funzione della temperatura gia presente.
8 Che sistema usi principalmente per scaldare l'acqua?
I consigli della signora Verdiana



L'energia usata per scaldare l'acqua rappresenta una delle principali voci di consumo energetico di una casa (una media del 25% del consumo totale, a seconda di quante persone ci sono in famiglia). Come per tutti gli altri impieghi energetici, questo consumo è fortemente influenzato dalle caratteristiche dell'impianto, dall'uso che ne fai e, molto importante, dal livello di isolamento della casa.
Il discorso per l'acqua calda impiegata per docce e altri usi quotidiani è lo stesso fatto nella domanda riguardante il riscaldamento, perché molto comunemente il riscaldamento comincia proprio con una produzione di acqua calda che viene fatta circolare nei caloriferi. E' importante sapere che l'uso di energia elettrica per il riscaldamento è un uso particolarmente inefficiente della risorsa energetica originaria, visto che l'elettricità è prodotta da combustibili e il consumo di ogni unità di energia elettrica richiede il consumo di due o tre unità di altre fonti energetiche. Ecco perché le emissioni di CO2 associate all'elettricità sono molto maggiori di quanto immagini.
I pannelli solari sono ad oggi i sistemi più diffusi tra le fonte di energia alternativa. Una casa media produce circa mezza tonnellata di emissioni di carbonio per riscaldare l'acqua. Ma con i pannelli solari questa cifra si può nella maggior parte dei casi dimezzare.
L'installazione di pannelli solari come principale sistema per riscaldare l'acqua per uso sanitario si può tradurre nel seguente risparmio, rispetto ai sistemi classici:
- pannelli solari rispetto a boiler a gas: 3300 kWh/anno (653 kg di emissioni di CO2 l'anno)
- pannelli solari rispetto a boiler a gasolio: 3400 kWh/anno (897 kg di emissioni di CO2 l'anno)
- pannelli solari rispetto a boiler elettrico: 2700 kWh/anno (810 kg di emissioni di CO2 l'anno).
9 I tubi dell'acqua calda (per riscaldamento e uso sanitario) di casa tua sono isolati termicamente?
I consigli della signora Verdiana


La prima regola per diminuire la dispersione di calore nell'acqua calda è di accorciare il più possibile il tragitto tra la fonte di riscaldamento (boiler) e il punto in cui l'acqua deve essere usata. Inoltre la mancanza di un adeguato isolamento dei tubi si traduce in un'elevata dispersione del calore. Un calo di 8-10 °C dalla fonte al punto d'uso può portare a uno spreco di 600 kWh/anno
10 Al momento dell'acquisto tieni conto del consumo elettrico o della classe di efficienza energetica degli elettrodomestici (frigorifero, freezer)?
I consigli della signora Verdiana

I frigo-congelatori sono gli elettodomestici che consumano di più, e rappresentano da soli circa il 32% del consumo totale di casa tua. Per questo motivo è la categoria di apparecchi che per prima ha avuto l'etichetta di efficienza energetica. Oggi questa etichetta è presente anche su lavatrici, lavastoviglie, asciugatrici e forni. I modelli con etichette A/A+ o A++ sono i più efficienti.
Qualche dato: gli apparecchi di refrigerazione con etichetta A+ sono il 25% più efficienti dei modelli marchiati A e l'efficienza è maggoire del 45% nei modelli A++ . Diminuendo il tempo e la frequenza di apertura della porta di frigo e freezer è possibile risparmiare fino al 25% del loro consumo totale. Uno strato di ghiaccio superiore ai 5 mm nel freezer può portare a un aumento del 30% nel consumo totale. Quando si va in vacanza è meglio svuotare frigorifero e freezer o, almeno regolare il termostato al minimo. Se cambi il tuo vecchio frigorifero con un modello con etichetta energetica A puoi risparmiare fino a 300 kWh l' anno.
Per gli apparecchi elettronici, come monitor, computer, fax e scanner, esiste un'etichetta chiamata "Energy star". Gli apparecchi che hanno questa etichetta aiutano ad eliminare sprechi energetici attraverso particolari caratteristiche di gestione dell'energia. Quando non li usi entrano automaticamente in stand-by. Un computer in questa modalità consuma circa l'80% di elettricità in meno di quella impiegata durante l'uso. In genere gli apparecchi con "Energy star" usano circa metà dell'energia impiegata da quelli che ne sono privi.
11 Che tipo di lampadine usi di solito?
I consigli della signora Verdiana


Le lampadine a basso consumo energetico consumano circa l'80% in meno delle normali lampadine a incandescenza a parità di luminosità. Inoltre, la vita media di queste ultime è di circa 1000 ore, mentre quelle a risparmio energetico possono raggiungere le 15.000 ore. Dovresti usarle in cucina, in garage, zone di servizio e in altri punti in cui la luce può restare accesa per oltre 4 ore al giorno. Dipingendo le pareti di colori chiari, la luce naturale si riflette diminuendo il bisogno di usare la luce elttrica. Infine, non dimenticare di spegnere la luce ogni volta che lasci una stanza (senza contare le assenze molto brevi)
12 Quando fai il bucato usi cicli di lavaggio a basse temperature (meno di 60 °C), senza prelavaggio e usi sempre la lavatrice a pieno carico?
I consigli della signora Verdiana
sì, la maggior parte delle volte
sì, la metà delle volte
qualche volta/non prendo in considerazione questo aspetto
L'impatto ambientale delle lavatrici è fortemente collegato alla modalità d'uso. Nonostante il consumo della lavatrice sia solo il 5% del totale di una casa, il riscaldamento dell'acqua necessario per il bucato ne costituisce circa l'80%. Se fai il bucato a 40 °C o meno, invece che a 60 °C, e utilizzi la lavatrice solo a pieno carico, puoi diminuire il consumo energetico della lavatrice del 45%. Usarla a pieno carico invece che a mezzo carico significa usarla meno spesso e questo costituisce di per sé un risparmio energetico.
Per quanto riguarda le lavastoviglie, usando un programma economico (a 50 o 55 °C invece che 65 °C), risparmi fino al 25% di energia. Ogni volta che è possibile, usa la lavastoviglie a pieno carico, riducendo al minimo il numero di utilizzi e risparmiando così energia. Mantenere i filtri puliti migliora l'efficienza energetica.
14 Spegni sempre completamente la Tv, il PC e altri apparecchi simili quando non li stai usando, evitando di lasciarli in stand-by?
I consigli della signora Verdiana
sì, sempre
sì, la maggior parte delle volte
no
Gli apparecchi elettrici di casa continuano a consumare anche quando li spegnete con il telecomando o quando resta visibile ad esempio un orologio. Spegnendo la tv con il telecomando la si lascia in stand-by, ma in questa posizione gli apparecchi continuano a consumare energia in quantità significativa: l'insieme degli apparecchi in stand-by consuma l'energia equivalente a una lampadina da 60 W accesa. Il consumo degli apparecchi in stand-by può raggiungere circa il 12% del totale.

1 Quale mezzo di trasporto usi solitamente per lavoro/studio?
I consigli della signora Verdiana
vado a piedi o in bicicletta
scooter o moto
automobile
mezzi pubblici
automobile e mezzi pubblici
Tutti viaggiamo di più. Nell'Unione Europea a 15, tra il 1980 e il 2002 l'evoluzione del numero di km fatti da ciascun mezzo di trasporto è la seguente: per le auto è raddoppiato, per l'aeroplano quadruplicato, per autobus, treno, tram, metropolitana è rimasto più o meno uguale.
Nell'Europa a 15, il consumo energetico finale è pari a circa 1069 milioni di tonnellate di petrolio, di cui il 30% se ne va per il trasporto su terra. Tra il 1990 e il 2000, le emissioni di CO2 da trasporti sono aumentate in tutto il mondo del 16%.
Ogni anno un'auto emette tre volte il suo peso in inquinanti e circa il 50% dell'energia è consumata in città. Le emissioni di CO2 legate ai trasporti di persone sono stimate come segue:
- 111,7 g a persona /km in auto private;
- 98,4 g a persona/km in moto;
- 54,7 g a persona/km in autobus;
- 5,7 g a persona/km in treno.
Inoltre un'auto ha bisogno di 7 volte più spazio pubblico rispetto a un autobus.
Questi dati mostrano la necessità di cambiare abitudini. Ogni volta che è possibile scegli il trasporto pubblico per gli spostamenti quotidiani. Inoltre, cerca di ridurre il numero di km percorsi con l'auto, cercando di raggruppare più attività e commissioni in un unico viaggio.
2 Di solito cammini o usi la bici per le distanze brevi (meno di 3 km in totale)?
I consigli della signora Verdiana
sempre/la maggior parte delle volte
qualche volta
mai/quasi mai
Le auto private sono usate molto spesso per viaggi molto brevi, come gli spostamenti tra casa e ufficio, lo shopping, accompagnare i figli a scuola ecc. In effetti alcuni studi dimostrano che più di 4 viaggi su 10 sono fatti per tragitti inferiori a 2 km e il tempo necessario a coprirli non supera i 5 minuti.
Usare la macchina anche per piccoli spostamenti contribuisce a creare ingorghi, moltiplica il consumo di carburante di 3 volte e le emissioni di alcuni inquinanti di quasi 4. Questo scenario è particolarmente inquinante perché il motore non è ancora caldo e le emissioni sono ancora maggiori:
- la partenza a freddo è più frequente e comporta un maggiore consumo di carburante: + 50% nel primo km, + 25% nel secondo, e rappresenta più del 50% dell'usura del motore (durante i piccoli tragitti una quantità notevole di energia è impiegata per portare alla giusta temperatura i diversi componenti meccanici e i liquidi di funzionamento e non per assicurare lo spostamento del veicolo. Questa dispersione di energia spiega le mediocri prestazioni registrate con un motore freddo: maggiori consumi, maggior inquinamento, motricità limitata).
- le emissioni sono maggiori con un motore freddo (la combustione all'interno del motore è incompleta, da qui la comparsa di una maggior quantità di componenti inquinanti come il monossido di carbonio e gli idrocarburi incombusti. Per i veicoli catalizzati, lo scenario rimane lo stesso a causa del funzionamento meno efficace della marmitta catalitica. Il trattamento disinquinante dei gas di scarico è infatti completamente attivo solo quando la marmitta raggiunge una temperatura compresa tra 250 e 400 °C).
Se decidi di camminare per gli spostamenti brevi invece di usare l'auto, potresti contribuire a una riduzione di 200 g di CO2/km (che equivalgono a circa 1kg ogni 4 km di cammino). E anche il tuo cuore te ne sarà grato… Inoltre un piccolo tragitto di 500 metri in città può essere percorso in circa 6 minuti a piedi. Difficilmente potrai fare di meglio in macchina, se tieni conto del tempo necessario a parcheggiare e delle soste ai semafori.
3 Di che categoria è la tua auto?
I consigli della signora Verdiana
motore ibrido o elettrico
GPL o metano
benzina o diesel
diesel con un filtro particolato
non ho l'auto
Comprare una macchina piccola, poco potente ha un'importanza molto maggiore che spegnere il motore ai semafori rossi. Se si guida per 15.000 km l'anno nel traffico urbano, si emette circa una tonnellata di anidride carbonica con una piccola auto compatta (per esempio una Smart o una Twingo), ma fino a 2 tonnellate con un'auto grande o un SUV (auto 4X4). Tra un'auto piccola e un SUV la differenza nei consumi può essere da 1 a 5, a seconda delle condizioni del traffico e del tipo di tragitto (ingorghi e frequenti accelerazioni fanno consumare di più).
Se proprio non puoi fare a meno dell'auto, anche solo cambiare la tua con il modello più piccolo possibile può portare a una notevole diminuzione di emissioni di CO2: con 15.000 km all'anno la differenza tra una macchina piccola e una grande è pari a circa una tonnellata di anidride carbonica all'anno.
In termini di consumi e di inquinamento, per auto a benzina e diesel, bisogna notare che i motori a benzina producono meno ossidi di azoto e nettamente meno particolato del diesel (le auto Diesel munite di un filtro per il particolato sono equivalenti ai motori a benzina per questo parametro). Per contro, i motori diesel producono meno anidride carbonica, meno idrocarburi incombusti e soprattutto meno monossido di carbonio dei motori a benzina.
Ma esistono delle alternative:
Il gas di petrolio liquefatto (GPL) è una miscela di butano e di propano. I veicoli a GPL non producono particolati ed emettono pochissimi ossidi di azoto. Producono però più monossido di carbonio delle auto a benzina o diesel, e più idrocarburi incombusti, ma si tratta di idrocarburi meno tossici. Per quanto riguarda l'anidride carbonica, le emissioni del GPL sono paragonabili al diesel. Infine, consumano il 30% di carburante in più delle auto a benzina. I motori GPL sono meno rumorosi.
Nelle auto ibride, l'associazione di due diversi motori (uno elettrico e uno a scoppio) è una soluzione interessante. Permette infatti buone prestazioni con minori emissioni, grazie all'ottimizzazione del consumo energetico. Se si guida per 15.000 km l'anno nel traffico urbano, passare a un'auto ibrida può far risparmiare dal 30 al 50% sui consumi di carburante, il che equivale ad almeno mezza tonnellata di anidride carbonica. Le auto ibride hanno un motore più efficiente rispetto a quello delle auto "classiche" e tra le altre innovazioni, convertono l'energia cinetica in elettricità durante la frenata.
Una piccola berlina elettrica consuma circa 25 kWh ogni 100 km. Per fare un paragone, il consumo unitario annuale di un veicolo elettrico è equivalente a quello di uno scaldabagno elettrico, supponendo un utilizzo di 8.000 km l'anno. L'assenza di inquinanti prodotti dall'auto elettrica è in effetti solo frutto di uno spostamento del problema. Infatti l'elettricità che serve ad alimentarla non può mai essere prodotta in modo del tutto pulito, quindi l'auto elettrica inquina in proporzione a quanto inquina l'impianto che le fornisce elettricità. In particolare, l'elettricità è prodotta per la maggior parte da carbone, petrolio o gas, in quasi tutta Europa. Quindi le emissioni di CO2 per km di queste auto sono paragonabili a quelle di un'auto a benzina. Se l'elettricità è prodotta da gas, le emissioni sono inferiori ma il gas è meno abbondante del carbone.
4 Dividi la macchina (la tua o quella altrui) con altre persone negli spostamenti quotidiani?
I consigli della signora Verdiana
sì, per tutta o quasi tutta la strada
solo per una piccola parte del percorso
solitamente no
non uso la macchina per i miei spostamenti quotidiani/non è possibile condividere l'auto con altre persone
Viaggia in compagnia. Così negli sposamenti tra casa e ufficio inquinerai meno, dividerai le spese, limiterai il numero di auto in circolazione e di conseguenza circolerai meglio.
Gli spostamenti casa-ufficio, per il tempo libero e per accompagnare i bambini si possono fare insieme ad altri, per limitare il numero di auto in circolazione.
5 Qual è il consumo medio (litri per 100 km) della tua auto principale?
I consigli della signora Verdiana
motore ibrido/elettrico/GPL
benzina o diesel con consumi inferiori a 4 litri
benzina (da 4 a 7 litri) o diesel (da 4 a 6 litri)
benzina (da 7 a 10 litri) o diesel (da 6 a 8 litri)
benzina (più di 10 litri) o diesel (più di 8 litri)
Ora, non è difficile trovare macchine che consumino 4 litri /100km, che abbiano la marmitta catalitica e qualche filtro per il particolato. 10 anni fa il consumo di un'utilitaria era molto maggiore. Quando compri un'auto nuova, fai la scelta giusta: cerca sulla "Guida per il risparmio di benzina e le emissioni di CO2" che deve essere obbligatoriamente presente presso tutti i rivenditori ed è anche disponibile su internet. Questa consultazione ti consentirà di paragonare i consumi e le emissioni dei vari modelli.
In realtà vi sono comunque delle differenze tra i valori convenzionalmente indicati nella tabella e i reali valori di consumo. Questo scarto è legato a numerosi fattori (stile di guida, manutenzione del veicolo, condizioni del traffico), che aumentano il consumo e il volume di CO2 e di inquinanti emessi.
6 Con che periodicità curi la manutenzione della tua auto?
I consigli della signora Verdiana
seguendo il piano di manutenzione della casa costruttrice
meno di quanto raccomandato
Un'auto ben tenuta è molto più efficiente sul fronte dei consumi, più affidabile e quindi anche più sicura. Una macchina ben tenuta (motore, sterzo, gomme) è nelle condizioni migliori per consumare il meno possibile. La differenza tra una buona e una cattiva manutenzione può aumentare il consumo e la quantità di emissioni addirittura del 50%. Per capire quanto la manutenzione sia importante, basta pensare che un filtro dell'aria parzialmente ostruito può far consumare il 3% in più.
Puoi occuparti personalmente di parte della manutenzione:
- controllare il livello dei liquidi: aggiungendone quando mancano;
- controllare lo stato di pressione delle gomme.
Il controllo e la manutenzione di motore e sistema di scappamento, invece, vanno fatti fare regolarmente a un professionista. In ogni caso è importante seguire i consigli di manutenzione suggeriti dal produttore dell'auto.
7 Controlli regolarmente la pressione delle gomme?
I consigli della signora Verdiana

vengono controllate solo in occasione dei tagliandi o della revisione
Per la sicurezza e per l'ambiente: verifica la pressione dei 4 pneumatici e della ruota di scorta almeno ogni due mesi. Con i pneumatici non perfettamente gonfi, aumenta la resistenza a contatto con il suolo e di conseguenza il consumo di carburante dell'auto:
Gomme sgonfie Resistenza Consumo di carburante
-0.3 bar +6% +1,2%
-0.5 bar +12% +2,4%
-1 bar +30% +6%
Pensa inoltre alla durata di vita dei pneumatici, con i problemi di smaltimento che ne conseguono. Non dimenticare che i pneumatici esausti possono essere consegnati allo stesso negozio dove compri quelli nuovi oppure lasciati in appositi siti che si occupano dello smaltimento e del riciclo dei materiali.
8 Come definiresti il tuo stile di guida?
I consigli della signora Verdiana
sempre molto prudente (niente accelerazioni e frenate improvvise)
generalmente prudente
molto sportivo
Controllare lo stato della tua auto e curare la manutenzione va bene. Ma usarla correttamente va ancora meglio. A seconda del tipo di percorso, il consumo di carburante aumenta dal 5% fino al 40% con uno stile di guida aggressivo rispetto a uno normale. Inoltre, le auto a benzina sono più sensibili al comportamento del guidatore rispetto a quelle diesel. Con una guida aggressiva, le emissioni di CO aumentano di un fattore da 1 a 8, quelle di idrocarburi dal 15 al 400% e quelle di NOx solitamente dal 20 al 150%.
Non devi scaldare il motore alla partenza, ma limitarti a guidare a velocità moderata all'inizio del tuo percorso. La tua velocità deve inoltre adattarsi al percorso e alle condizioni del traffico. Conviene soprattutto evitare le rapide accelerazioni e le repentine frenate. Una differenza apparentemente minima di 10 km/h in autostrada, tra 120 e 130 km/h, comporta su un'auto media, tipo Renault Clio 1400 cm3, una differenza di consumo di oltre un litro ogni 100 km, ovvero più di 1,2 litri l'ora.
Ma anche altri parametri influenzano il consumo. Per esempio, l'aria condizionata può aumentare il consumo del 30% (con un diesel in città il consumo è superiore a +30% mentre è pari a circa +17% in autostrada). Guidare con finestrini o tetto aperti può portare a un aumento dei consumi, fino al 5%. Anche l'aerodinamica è importante, Se tieni qualcosa sul tetto (bagagli, biciclette ecc.) il consumo può aumentare anche del 40% (anche vuoto, il portabagagli sul tetto aumenta di per sé i consumi di circa il 10%).
1 Quando compri i prodotti di tutti i giorni, fai attenzione a…
a) …quanto è grande la confezione?
I consigli della signora Verdiana
sì e appena possibile compro prodotti non confezionati
sì, solo per alcuni prodotti
a volte o quasi mai, tanto tutto viene riciclato!
Produrre 1 kg di acciaio o 1 kg di vetro genera dai 500g a 1 kg equivalente di anidride carbonica; produrre 1 kg di alluminio (dalla bauxite) genera da 3 a 5 kg quivalenti di anidride carbonica. Produrre plastica, vetro, cartone, acciaio o alluminio consuma un sacco di energia. Quindi, prevenire è l'unica possibile forma davvero sostenibile di gestione dei rifiuti, perché elimina il bisogno di maneggiare, trasportare, riciclare o depositare i rifiuti. Garantisce perciò il più alto livello di protezione dell'ambiente ottimizzando l'uso delle risorse ed eliminando una potenziale fonte di inquinamento.
Quando prendi i prodotti giusti dagli scaffali del supermercato, in base alla qualità e al prezzo, proteggi l'ambiente: una scelta oculata ti permetterà di dimezzare i rifiuti derivati dagli imballaggi associati alla maggior parte dei prodotti. I prodotti con imballaggio ridotto, e alcuni addirittura senza, non hanno necessariamente una qualità peggiore rispetto a quelli confezionati con grandi quantità di cartone, vetro, plastica ecc. Ogni volta che è possibile, preferisci i prodotti la cui confezione è fatta di un solo materiale, evitando quelli che ne contengono più di uno (come plastica e cartone), più difficili da separare e riciclare. Tutto ciò può essere riassunto nei seguenti consigli base:
- Scegli i materiali più durevoli
- Prediligi i prodotti concentrati
- Fai attenzione ai prodotti con imballaggi ridotti
- Compra i prodotti nei formati più grandi che puoi usare
- Preferisci i contenitori riutilizzabili
- Compra i prodotti in contenitori che poi sarà facile separare e riciclare.
b) …i prodotti concentrati?
I consigli della signora Verdiana
sì, ogni volta che è possibile
solitamente no
Produrre 1 kg di acciaio o 1 kg di vetro genera dai 500g a 1 kg equivalente di anidride carbonica; produrre 1 kg di alluminio (dalla bauxite) genera da 3 a 5 kg quivalenti di anidride carbonica. Produrre plastica, vetro, cartone, acciaio o alluminio consuma un sacco di energia. Quindi, prevenire è l'unica possibile forma davvero sostenibile di gestione dei rifiuti, perché elimina il bisogno di maneggiare, trasportare, riciclare o depositare i rifiuti. Garantisce perciò il più alto livello di protezione dell'ambiente ottimizzando l'uso delle risorse ed eliminando una potenziale fonte di inquinamento.
Quando prendi i prodotti giusti dagli scaffali del supermercato, in base alla qualità e al prezzo, proteggi l'ambiente: una scelta oculata ti permetterà di dimezzare i rifiuti derivati dagli imballaggi associati alla maggior parte dei prodotti. I prodotti con imballaggio ridotto, e alcuni addirittura senza, non hanno necessariamente una qualità peggiore rispetto a quelli confezionati con grandi quantità di cartone, vetro, plastica ecc. Ogni volta che è possibile, preferisci i prodotti la cui confezione è fatta di un solo materiale, evitando quelli che ne contengono più di uno (come plastica e cartone), più difficili da separare e riciclare. Tutto ciò può essere riassunto nei seguenti consigli base:
- Scegli i materiali più durevoli
- Prediligi i prodotti concentrati
- Fai attenzione ai prodotti con imballaggi ridotti
- Compra i prodotti nei formati più grandi che puoi usare
- Preferisci i contenitori riutilizzabili
- Compra i prodotti in contenitori che poi sarà facile separare e riciclare.
c) …portarti i sacchetti da casa?
I consigli della signora Verdiana
sì, la maggior parte delle volte
solitamente no
Se porti un nuovo sacchetto, di plastica o altro, ogni volta che vai a fare compere, immagina quanti rifiuti avrai generato alla fine di un intero anno. Per lo smaltimento dei sacchetti di plastica nell'ambiente sono necessari tra i 15 e i 1000 anni. Nell'ambiente marino, questo tipo di rifiuti è letale e causa la morte di almeno 100.000 uccelli, balene, foche e tartarughe ogni anno. Sulla terraferma, i sacchetti di plastica che vengono abbandonati nell'ambiente possono bloccare i canali di scolo e intrappolare gli uccelli.
Anche se i sacchetti usati possono essere riciclati, questo non vuol dire che buttarli sia una buona idea. Quindi invece di portare la spesa in sacchetti che poi vengono buttati, portati dietro i tuoi sacchetti di stoffa e utilizza i sacchetti di plastica solo nella misura in cui possono esserti utili alla fine per buttare la spazzatura.
2 Usi prodotti riutilizzabili/ricaricabili?
I consigli della signora Verdiana
sì, ogni volta che è possibile
a volte
solitamente no
I prodotti che hanno una vita lunga sono più economici e inquinano meno.
- Usa batterie ricaricabili in giocattoli, macchine fotografiche, radio;
- Usa una vera macchina fotografica invece di quelle usa e getta;
- Molte famiglie spendono un sacco di soldi ogni anno in tovaglioli di carta. Meglio usare spugne per pulire e tovaglioli di stoffa per mangiare;
- Evita posate, piatti e bicchieri di carta da usare e gettare via quando dai una festa. Meglio usare stoviglie vere, da lavare alla fine;
- Usa il rasoio elettrico oppure il rasoio a mano con lamette sostituibili, invece dei rasoi usa e getta.
3 Butti spesso via il cibo? (perché andato a male, scaduto o avanzato)
I consigli della signora Verdiana
quasi mai
a volte, ma soprattutto avanzi
spesso e soprattutto cibo scaduto o non utilizzato
Circa il 30% dei nostri rifiuti domestici è composto da avanzi di cibo (la cosiddetta "frazione umida"). Una volta in discarica questo tipo di rifiuti comporta una quantità di emissioni di metano, un gas serra dannoso per l'ambiente. Se non sono sottoposti a compostaggio, questi rifiuti vengono mandati in discarica o all'inceneritore. Anche se i rifiuti biodegradabili vengono avviati al compostaggio, il loro smaltimento insieme alle altre tipologie di rifiuti rimane, per ora, estrememente dispendioso in termini di energia. E' importante fare la spesa in maniera razionale, evitando di compare cibo in quantità eccessiva per poi buttarlo via e controllando periodicamente la data di scadenza.
4 Quali dei seguenti materiali separi regolarmente a casa tua per il riciclaggio?
a) vetro
I consigli della signora Verdiana
sempre
la maggior parte delle volte
mai
non c'è sistema di raccolta per questo tipo di rifiuto
Produrre una tonnellata di vetro (dalla sabbia) genera circa 0,4 tonnellate di anidride carbonica, ma solo 0,12 se la produzione parte da vetro riciclato. Ogni 10% di vecchio vetro aggiunto alla produzione di vetro nuovo comporta un risparmio energetico del 2,5%. Di più: ogni tonnellata di vecchio vetro inserita nella produzione di vetro nuovo può risparmiare circa 1,2 tonnellate di materie prime originali.
Questi dati mostrano l'importanza di separare il vetro e riciclarlo, depositandolo nelle campane apposite o nei bidoni condominiali.
b) carta e cartone
I consigli della signora Verdiana
sempre
la maggior parte delle volte
mai
non c'è sistema di raccolta per questo tipo di rifiuto
Produrre carta riciclata richiede meno energia (a seconda del tipo di carta prodotta) di quella necessaria a produrre la stessa quantità di carta nuova. Le emissioni di inquinanti sono più basse e c'è anche un risparmio di acqua (le materie prime già trasformate hanno bisogno di meno acqua).
Le fibre della carta usata sono utilizzate abitualmente nella produzione di carta di giornale, cartone, carta igienica, carta da cucina, pacchetti e molti altri oggetti nuovi. Sapevi che i giornali normalmente hanno circa il 70% di fibre riciclate?
Oltre all'ovvia importanza di separare carta e cartone dal resto dei rifiuti e riciclarli, non dimenticare che il primo passo per una buona gestione di questi materiali consiste nel ridurre il confezionamento dei prodotti e nel riutilizzare più volte la stessa carta per produrre meno rifiuti.
c) plastica
I consigli della signora Verdiana
sempre
la maggior parte delle volte
mai
non c'è sistema di raccolta per questo tipo di rifiuto
Produrre materie plastiche richiede circa il 4% del consumo totale di petrolio. Alcune stime indicano che per ottenere 1 kg di plastica nel servono 2 di petrolio. Produrre una tonnellata di plastica genera da 0,5 a 1,6 tonnellate equivalenti di anidride carbonica, a seconda del tipo di plastica. Ciò significa che usando prodotti fatti di plastica riciclata contribuiamo a una minore emissione di gas serra e a un potenziale risparmio di petrolio. Quindi il tuo contributo al riciclo di questo materiale è di grande importanza.
In generale, la plastica riciclata si può trovare nei tessuti, nei cartelli stradali, nei giardini e nell'arredo urbano, nei tubi, in tutti i tipi di scatole (per uso domestico e industriale), nei componenti delle auto (paraurti, sedili, cruscotto, rivestimenti) ecc.
Qualche dato interessante sul riciclo della plastica (PET) può illustrare l'importanza di questa pratica:
- Con la plastica di 5 bottiglie d'acqua si può produrre una t-shirt, taglia XL;
- un pile può essere prodotto dalle fibre riciclate derivate da 25 bottiglie di plastica;
- Il rivestimento interno di una giacca a vento può essere fatto con le fibre riciclate di bottiglie d'acqua o di succo di frutta;
- Il rivestimento interno di un sacco a pelo può essere fatto con le fibre riciclate di 35 bottiglie d'acqua.
d) alluminio e acciaio
I consigli della signora Verdiana
sempre
la maggior parte delle volte
mai
non c'è sistema di raccolta per questo tipo di rifiuto
Quando compri una confezione che equivale a un kg di acciaio, che poi finisce nel bidone, sei responsabile, nella migliore delle ipotesi di 300 grammi equivalenti di anidride carbonica, se si tratta di acciaio riciclato e, nella peggiore, di 850 grammi se è un imballaggio fatto con il metallo originario.
Buttar via una lattina di alluminio fa sprecare altrettanta energia che buttar via metà del petrolio che può contenere. Produrre lattine nuove da quelle usate richiede il 95% di energia in meno e per produrre 20 lattine riciclate serve la stessa energia che per produrne una ex novo.
e) frazione umida e verde
I consigli della signora Verdiana
vanno buttati insieme alla frazione secca
la porto ai punti di raccolta municipali
ho il mio piccolo impianto di compostaggio
non c'è sistema di raccolta per questo tipo di rifiuto
Usare i rifiuti umidi per concimare è un'ottima alternativa al buttarli insieme al resto nel secchio della spazzatura. Inoltre, la spazzatura che non contiene rifiuti umidi può essere separata e riciclata più facilmente, non produce gas metano (dannoso per l'effetto serra) una volta avviata a smaltimento. I rifiuti secchi bruciano inquinando meno e producono più energia. L'uso dei rifiuti umidi per concimare, inoltre, aumenta la fertilità del tuo giardino.
i) batterie
I consigli della signora Verdiana
sempre
spesso
mai
le lascio in negozio quando ne acquisto di nuove
Per ridurre i rifiuti, comincia con la prevenzione, creandone meno, soprattutto quando si tratta di rifiuti che possono risultare pericolosi. Di seguito ti diamo qualche consiglio sulle batterie.
- Controlla di essere realmente rimasto senza pile o batterie prima di comprarne di nuove.
- Quando sono adatti allo scopo, preferisci attrezzi da usare a mano, che non necessitino di essere alimentati a batteria.
- Considera l'impiego di batterie ricaricabili per certi usi, ma ricorda che anch'esse contengono metalli pesanti come il nickel e il cadmio.
Le batterie sono composte da metalli pesanti e altri elementi che servono a rendere portatili gli apparecchi elettrici. Questi elementi costituiscono una minaccia per l'ambiente se non sono smaltiti correttamente. Non mandare le tue batterie in discarica. Possono essere riciclate o ritirate per il corretto smaltimento
h) rifiuti chimici e speciali (resti di vernici, solventi, acidi, insetticidi, ecc.)
I consigli della signora Verdiana
sempre
spesso
mai
non c'è sistema di raccolta per questo tipo di rifiuto
Quando si parla di piccoli rifiuti domestici si intende quella modesta quantità di rifiuti derivati dall'uso domestico prodotta da ogni famiglia. Solitamente li si ritrova tra tutti quei prodotti che riportano la scritta "pericolo" e che sono qualificati come corrosivi, irritanti, esplosivi, infiammabili, tossici o combustibili. Ma la lista dei rifiuti pericolosi è molto più variegata: pitture, vernici, inchiostri e colle, pile e batterie, oli usati e grassi, lampade fluorescenti e altri prodotti contenenti mercurio (come i termometri), pesticidi, bombolette spray, medicine, solventi, prodotti per la pulizia della casa e detergenti, cosmetici, prodotti fotografici e radiografie, prodotti per la pulizia del legno ecc.
Questo genere di prodotti (e i rifiuti da essi derivati) pongono dei rischi per la salute e per l'ambiente. In molti casi delle alternative meno nocive per la salute e/o per l'ambiente esistono (ad esempio vernici ad acqua invece che a base di solventi, batterie ricaricabili al posto delle pile, vaporizzatori, stick, lozioni e creme al posto delle bombolette spray ecc.). Prima di comprare, rifletti perciò sulle alternatie possibili. Inoltre, valuta correttamente i tuoi bisogni e compra soltanto la quantità necessaria di prodotti. Ne non li usi per intero, regalali a qualcuno che possa finirli al posto tuo (famiglia, vicini, associazioni di volontariato).
Al momento dell'eliminazione, evita a tutti i costi di buttare i rifiuti pericolosi insieme agli altri (spazzatura normale o materiali riciclabili). Se sono mescolati ad altri rifiuti il loro trattamento è impossibile e rischiano di contaminare le altre filiere. Evita di versare i prodotti chimici negli sarichi, nel lavandino e nel WC, perché rischiano di finire direttamente nell'ambiente.
j) lampade a fluorescenza e tubi al neon
I consigli della signora Verdiana
sempre
spesso
mai
le lascio in negozio quando ne acquisto di nuove
non c'è sistema di raccolta per questo tipo di rifiuto
Le lampade a fluorescenza (es.i neon) costituiscono un caso particolare, perché le possibilità di riciclo sono molte. Si stima che ogni anno nell'Unione Europea siano 600 milioni le lampade a fluorescenza buttate via, il che rappresenta 120.000 tonnellate di vetro e metallo e da 4,5 a 9 tonnellate di mercurio l'anno. A causa della presenza di mercurio e della polvere di fosforo (polvere fluorescente) questi rifiuti sono considerati pericolosi e, in accordo con una direttiva europea, non possono essere messi insieme ai rifiuti normali, né tantomeno nei contenitori per il riciclaggio del vetro.
Il trattamento di queste lampade si svolge in più tappe e permette di riciclare dal 92 al 98% della lampada. I metalli recuperati (circa 5%) sono riciclati con gli altri metalli per l'industria metallurgica. Il vetro, il mercurio e la polvere fluorescente servono alla produzoine di lampade nuove.
Anche per questo tipo di rifiuti, il consiglio è sempre quello di verificare qual è il sistema di raccolta o conferimento in vigore nel proprio comune: in genere presso i centri di raccolta multimateriali si trova anche un contenitore nel quale si possono depositare le lampade a fluorescenza dismesse.
k) medicinali scaduti
I consigli della signora Verdiana
li porto sempre ai punti di raccolta (farmacie)
spesso
mai
Le medicine a volte sono considerate come rifiuti pericolosi dagli Stati membri dell'UE. Nella maggior parte dei paesi europei, questi rifiuti pericolosi sono raccolti separatamente tramite le farmacie.
Anche se in piccole quantità, i medicinali scaduti possono essere molto inquinanti per acque e suolo con i quali possono venire in contatto se non vengono smaltiti correttamente.
I medicinali scaduti che conferiamo ai giusti punti di raccolta (i bidoni bianchi presenti nella maggiorparte delle farmacie) vengono generalmente avviati all'incenerimento in condizioni controllate, così come avviene anche per i rifiuti sanitari.
Ricordatevi che nei bidoni bianchi presso le farmacie, al fine di diminuire l'ingombro, non è necessario portare i farmaci con tutte le loro confezioni originali: è sufficiente buttarvi le medicine scadute o non utilizzate nel loro imballaggio minimo (es. blister per le compresse, fiale per i liquidi, etc) e raccogliere separatamente la carta delle scatole di cartone ed dei foglietti illustrativi.
l) apparecchiature elettriche
I consigli della signora Verdiana
le passo a qualcuno o a qualche associazione quando ancora sono funzionanti
le butto via insieme agli altri rifiuti
le porto agli appositi punti di raccolta
le consegno in negozio quando ne acquisto di nuove
non c'è sistema di raccolta per questo tipo di rifiuto
La quantità di rifiuti costituita da apparecchi elettrici ed elettronici sta conoscendo la più forte crescita rispetto a tutti gli altri tipi di rifiuti all'interno dell'UE.
Ferro e acciaio sono i materiali che si trovano più comunemente in questi prodotti e ne costituiscono circa la metà del peso. La plastica è il secondo componente più diffuso per peso, e rappresenta circa il 22% del totale, seguito da metalli non ferrosi (inclusi quelli preziosi) che costituiscono approssimativamente il 13% e dal vetro, 5%.
Il tasso di crescita atteso è di circa il 3-5% annuo. Ciò vuol dire che nel giro di 5 anni, si produrrà dal 16 al 28% in più di rifiuti di questo tipo e in 12 anni la quantità dovrebbe raddoppiare.
Ad oggi, una gran quantità di questi rifiuti è depositata in discarica o in impianti di incenerimento, a seconda delle politiche locali e nazionali. Ma computer, cellulari, tv, radio, orologi e altri prodotti simili dovrebbero essere regalati (spesso infatti sono ancora perfettamente funzionanti per l'utente meno esigente di quello che li dismette) o riciclati. Questo abbasserebbe la quantità di rifiuti elettronici che raggiunge le discariche. Ma lo stesso vale per altri apparecchi elettrici come i frigoriferi, le lavatrici, i tostapane, gli asciugacapelli ecc.
La legge prevede che siano i produttori stessi delle apparecchiature a farsi carico dei costi di smaltimento e sul cittadino non grava alcun onere per la raccolta e lo smaltimento delle apparecchiature vecchie. Generalmente, quando acquistate un apparecchio nuovo, è il negoziante che accetta l'apparecchio vecchio che state sostituendo e lo ritira senza costi aggiuntivi per l'acquirente.
Gli apparecchi vecchi vengono portati in speciali impianti dove vengono separati i vari materiali che li compongono e avviati a smaltimento. In ogni paese, poche sono le aziende specializzate nel riciclaggio delle apparecchiature elettriche ed elettroniche.
m) batterie auto e pneumatici vecchi
I consigli della signora Verdiana
li lascio al negozio dove acquisto quelli nuovi
le butto via insieme agli altri rifiuti
li rivendo
li porto agli speciali punti di raccolta
Non dimenticare che a fine vita i pneumatici vecchi vanno dati al negozio dove compri i nuovi per essere avviati al trattamento, al riciclo e al recupero dei materiali riutilizzabili.
Per quanto riguarda la batteria dell'auto, tutti ormai sanno che si tratta di un rifiuto molto pericoloso per l'ambiente: il piombo in esse contenuto può infatti contaminare acqua e suolo. Eppure spesso troviamo i vecchi accumulatori al piombo abbandonati sul ciglio della strada.
Che fare con la batteria vecchia? Chiedete: spesso i rivenditori di pezzi di ricambio e anche gli ipermercati sono dotati di speciali contenitori per la raccolta delle batterie usate. In alternativa, i punti di raccolta per i rifiuti speciali del vostro comune devono avere una zona adibita alla raccolta delle batterie esauste.
n) olio lubrificante per motori
I consigli della signora Verdiana
non lo cambio io
lo butto nello scarico o per terra
non c'è un sistema per raccogliere questo tipo di rifiuti, quindi lo metto in una bottiglia e lo butto nella spazzatura normale
lo metto negli appositi contenitori/ lo porto ad un centro di raccolta
L'olio da motore esausto è un qualunque olio sintetico a base di petrolio che è stato usato per la lubrificazione di un veicolo. Come risultato di un uso normale, l'olio da motore si contamina di varie impurità come la sporcizia, l'acqua e le sostanze chimiche e i metalli prodotti dal motore.
Gli olii da motore, quando sono dispersi direttamente nell'ambiente, creano problemi di inquinamento nelle falde acquifere e nel terreno. Secondo le stime un solo litro d'olio contamina da 950 a 1000 litri d'acqua potabile. Se rilasciato nelle fogne, può inquinare le falde acquifere ed essere responsabile di notevoli danni agli impianti di trattamento delle acque. La combustione incontrollata di questi olii emette un'enorme quantità di sostanze che inquinano l'aria a livelli pericolosi. Per questo è proibito depositare questi olii nel terreno, nell'acqua, nelle fogne o eliminarli attraverso un processo di combustione senza regole. L'olio può essere riutilizzato e riciclato attraverso vari procedimenti, trattamenti e riraffinazione.
Cosa fare? Se provvedete voi stessi al cambio dell'olio della vostra auto, raccogliete l'olio vecchio in un recipiente robusto e portatelo agli appositi punti di raccolta del vostro comune, oppure chiedete al gestore dei rifiuti della vostra zona qual è la corretta via di smaltimento.

1 Quando compri prodotti alimentari, di solito stai attento...
a) …al luogo d'origine?I consigli della signora Verdiana sì, quando è possibile
a volte
no
Una buona parte dei camion che vediamo per strada trasportano beni provenienti dal mercato agricolo e destinati a entrare nella produzione alimentare. Possono essere animali, foraggio, latte, cibi surgelati ecc. Incidentalmente, è ovvio che ogni volta che acquistiamo arance provenienti da Israele o uva originaria del Guatemala, compriamo allo stesso tempo il trasporto necessario a far arrivare questi prodotti fino a noi. Alcuni beni viaggiano surgelati e le celle frigorifere in genere hanno piccole perdite di fluidi refrigeranti che possono essere dei gas serra estremamente potenti, oltre al fatto che congelare i cibi richiede un dispendio energetico.
Trasportare una tonnellata di prodotti per oltre 1.000 km su un autoarticolato dà luogo in genere a emissioni pari a 25 kg equivalenti di anidride carbonica.
Una tonnellata di mele trasportate da un produttore locale a un mercato all'aperto su un camion "leggero" per 25 km genera invece un equivalente peso in carbonio di 3 kg.
Una tonnellata di mango o mele provenienti dal Sudafrica verso l'Europa per via aerea (per un tragitto di 10.000 km) dà luogo a 3,2 tonnellate equivalenti di anidride carbonica.
Una tonnellata di arance trasportate dalla Tunisia in Europa per via aerea dà luogo a emissioni per 1,2 tonnellate equivalenti di anidride carbonica.
Quindi, tutto ciò che viaggia in aereo provoca emissioni molto maggiori di qualunque altro mezzo di trasporto, ma neanche i camion e perfino i treni sono gentili con l'ambiente.
b) …ai prodotti di stagione?I consigli della signora Verdiana sì, quando è possibile
a volte
no
Verdura e frutta fuori stagione, come le fragole e i pomodori in inverno sono coltivati in serre riscaldate, e il riscaldamento è spesso ottenuto con combustibile. Una grossa fetta di quello che arriva da posti lontani ha un confezionamento molto più abbondante rispetto, ad esempio, ai pomodori di stagione comprati al mercato e provenienti da un produttore locale. L'energia necessaria per produrre confezioni adeguate genera ulteriori emissioni una volta che le confezioni vengono gettate via.
c) …ai prodotti biologici e ai metodi di produzione sostenibili?I consigli della signora Verdiana sì quando è possibile
a volte
no
Il beneficio più evidente dell'agricoltura biologica è che evita i pesticidi e i fertilizzanti chimici, proteggendo quindi la salute del suolo e la qualità dell'acqua. I pesticidi e i fertilizzanti costituiscono un metodo di coltivazione intensivo, che non permette ulteriori aumenti di resa da parte dell'agricoltura tradizionale.
In pratica, nell'agricoltura intensiva il suolo è sfruttato al massimo e a volte anche oltre le proprie capacità produttive. Inoltre, l'agricoltura industriale può portare alla contaminazione dell'acqua dovuta proprio all'azione dei fertilizzanti e alle infiltrazioni di pesticidi.
E' importante specificare che l'agricoltura biologica implica l'impiego di pratiche che devono attenersi a norme particolari, come quella che vieta l'utilizzo di fertilizzanti e pesticidi sintetici.
2 Ti consideri un forte consumatore di carne?I consigli della signora Verdiana
no, un consumatore medio
no, non mangio carne
Una delle ragioni principali che hanno condotto all'impiego di metodi di allevamento intensivo è il nostro desiderio di mangiare molta carne a basso costo. In effetti il peso globale della quantità di carne consumata annualmente sul pianeta è aumentato del 60% degli ultimi 40 anni (mentre la popolazione è raddoppiata, il che significa che la produzione di carne si è moltiplicata per 3,2).
Mangiare molta carne richiede l'esistenza di un'agricoltura intensiva (perché è necessario coltivare molte piante per alimentare gli animali), che consuma direttamente o indirettamente combustibili fossili (per la produzione di pesticidi e fertilizzanti, per alimentare i trattori e le macchine agricole), il che comporta emissioni di CO2 e genera anche l'emissione di altri gas serra. Quando si decompongono, i fertilizzanti azotati causano emissioni di N2O (protossido d'azoto), un gas serra 300 volte più potente del CO2, e i ruminanti emettono metano, che è 23 volte più potente del CO2, a causa della fermentazione delle piante di cui si nutrono all'interno del loro apparato digerente.
Guardate nel vostro piatto: servono solo 500 litri d'acqua per produrre 1 kg di patate, ma per ogni kg di manzo sono necessari 50 kg di cereali (che l'animale mangia), per irrigare i quali servono dai 20.000 ai 100.000 litri d'acqua.
Una porzione notevole del terreno è quindi utilizzato per coltivare ciò che gli animali mangeranno (in alcuni paesi europei si tratta di più della metà della terra coltivata). Per la maggior parte della frutta e della verdura l'occupazione del suolo equivale a circa il 2%.
Mangiare biologico è decisamente un'ottima scelta per l'ambiente, ma per proteggere il clima dobbiamo anche mangiare meno carne. Diventare vegetariani? Non esageriamo, sostituire alcune porzioni a base di carne con proteine vegetali (es. i legumi) sarebbe già un buon contributo e anche la nostra salute non ne risentirebbe certo negativamente.
3 Compri spesso acqua in bottiglia?I consigli della signora Verdiana sempre, la mia acqua del rubinetto non è potabile
sempre, la mia acqua del rubinetto non ha un buon sapore
solo qualche volta, ad esempio in viaggio
mai o quasi mai, la mia acqua del rubinetto è buona
Lo sai che molto probabilmente l'acqua del tuo rubinetto è di buona e forse anche ottima qualità?
Prima di arrivare al tuo rubinetto, l'acqua potabile deve soddisfare almeno una cinquantina di parametri di legge. E' controllata da laboratori e i risultati ufficiali mostrano un miglioramento della sua qualità nel corso degli anni. Questo non significa, comunque, che non ci siano problemi. Per maggiori informazioni sulla qualità dell'acqua potabile della tua città, puoi contattare l'acquedotto o la società di distribuzione.
Se, ciononostante, decidi di comprare acqua minerale, non dimenticare le problematiche legate al suo confezionamento e che l'energia necessaria per il trasporto dalla fonte di origine a casa tua ha un impatto notevole. Inoltre, I vuoti vanno raccolti, trasportati e riciclati, il che causa ancor più inquinamento. L'acqua potabile trasportata nei tubi è di certo molto più efficiente.
Inoltre l'acqua minerale arriva a volte ad avere caratteristiche tali da poterla paragonare ad acqua medicinale, rendendone sconsigliabile il consumo quotidiano.
4 Prima di sostituire un prodotto con uno nuovo, controlli se è possibile ripararlo o farlo riparare?I consigli della signora Verdiana sempre
a volte, dipende dal prezzo del prodotto nuovo
no
Pulisci e abbi cura dei tuoi elettrodomestici, computer e attrezzi così che possano durare più a lungo. E prima di sostituirli controlla se si possono riparare. Considera la possibilità di condividere con altri l'attrezzatura che usi raramente, come alcuni attrezzi da giardinaggio o per il fai-da-te.
Inoltre, ci sono scuole, organizzazioni non-profit e famiglie bisognose che possono beneficiare delle cose di cui stai per liberarti, se sono ancora in buono stato.
5 Quando fai compere, stai attento alla durata dei prodotti?I consigli della signora Verdiana sì, la maggior parte delle volte
sì, a volte
no
Pulisci e abbi cura dei tuoi elettrodomestici, computer e attrezzi così che possano durare più a lungo. E prima di sostituirli controlla se si possono riparare. Considera la possibilità di condividere con altri l'attrezzatura che usi raramente, come alcuni attrezzi da giardinaggio o per il fai-da-te.
Inoltre, ci sono scuole, organizzazioni non-profit e famiglie bisognose che possono beneficiare delle cose di cui stai per liberarti, se sono ancora in buono stato.
7 Nella scelta dei prodotti, tieni conto della presenza di marchi ecologici?I consigli della signora Verdiana sì, la maggior parte delle volte
qualche volta
no
L'ampia gamma di marchi ambientali complica molto la comprensione del loro reale significato. In questo contesto, è molto difficile per i consumatori capire i marchi, fidarsi e usarli nell'acquisto dei prodotti. La proliferazione dei marchi ambientali negli anni '90 ha reso necessaria una regolamentazione. Ma molte delle regole stabilite per mettere ordine nell'uso di questi marchi sono in realtà semplici raccomandazioni, standard e codici di buona pratica, ma non leggi. Non sono insomma obbligatorie, il che ne riduce l'efficacia.
Ma non è il fatto che un marchio sia ufficiale a renderlo più facile da capire o più utile. Alcuni marchi ufficiali si rifanno a criteri ben precisi ma non hanno alcun valore aggiunto per il consumatore. Al contrario, possono essere mal interpretati e contribuire alla proliferazione dei marchi.
Altri marchi sono invece semplici dichiarazioni, senza nessuna ufficialità, ma possono dare informazioni utili al consumatore se sono comprensibili e affidabili. In genere si tratta di frasi, accompagnate o meno da un logo. E' difficile valutare se siano affidabili o no, ma in alcuni casi il consumatore può verificarlo subito leggendo l'etichetta.
Alcuni marchi aiutano il consumatore al momento dell'acquisto, assicurandogli una serie di caratteristiche ambientali favorevoli (Eco-label europea, Nordic Swan, Blue Angel, Öko-Tex per i prodotti tessili, FSC e PEFC per i prodotti in legno, ad esempio), oppure informandolo sulla composizione del prodotto (senza fosfati, senza cadmio, senza sbiancanti a base di cloro…)
Per sapere di più su questo argomento, leggi il nostro articolo "Incomprese le griffe verdi" su Altroconsumo 180 di Marzo 2005, (www....) e visita la nostra banca dati sui marchi (www....) dove abbiamo raccolto informazioni complete riguardo a molti marchi ambientali che si trovano spesso sui prodotti di consumo.

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legenda:
Bravissimo. Le tue risposte riflettono comportamenti ambientali responsabili. Puoi dare il buon esempio agli altri. In ogni caso, nulla ti impedisce di fare ulteriori progressi per un aspetto o per l'altro.
Puoi fare meglio. Ti preoccupi già di alcune questioni ambientali, ma puoi fare molto di più. Leggi attentamente i nostri consigli per migliorare le tue abitudini.

Non ci siamo proprio. Forse metti il tuo benessere in cima a tutto? Anche senza alterarlo puoi ridurre il tuo impatto ambientale. Non c'è tempo da perdere, inizia da oggi, anche con piccoli gesti.